Provincia di Massa-Carrara
Caccia
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REGOLAMENTO PROVINCIALE PER LA GESTIONE FAUNISTICA VENATORIA DEL CAPRIOLO
(Modificato con Delibera del Consiglio Provinciale n. 30/a del 30/07/2003)

TITOLO I
PRINCIPI  GENERALI

ART. 1 – FINALITA’

1. Al presente regolamento disciplina la gestione faunistico-venatoria del capriolo nel territorio della Provincia di Massa-Carrara secondo i principi del prelievo programmato, conformemente al Testo Unico dei Regolamenti Regionali in materia di gestione faunistico-venatoria in attuazione della Legge Regionale 12/01/1994 n°3, approvato con D.P.G.R. n°34/R del 7­/8/2002, di seguito denominato T.U.R.R. n°34/2002 ed al piano faunistico­venatorio provinciale.

2. La gestione faunistico-venatoria della popolazione di capriolo nella pro­vincia di Massa-Carrara ho come scopo la suo conservazione nel tempo ed il mantenimento delle caratteristiche naturali in termini di struttura de­mografica (classi di sesso e di età), nel rispetto della densità agricolo­forestale sostenibile dai diversi ecosistemi.

ART. 2 - DELIMITAZIONE DEI TERRITORI VOCATI

1. La Provincia, in conformità alle previsioni del piano faunistico-venatorio provinciale, sentito l’Ambito Territoriale di Caccia (A.T.C), individua il territorio votato per la presenza del capriolo.

ART. 3 - DISTRETTI Dl GESTIONE

1. Il territorio votato alla presenza del capriolo è suddiviso dal Comitato di Gestione del/' A.T.C. in "distretti di gestione".

2. I distretti di gestione rappresentano l'unità territoriale minima nella quale si realizzano, oltre alle fasi di gestione venatoria programmata, tut­te le operazioni finalizzate alla conservazione della specie, sulla base degli obiettivi di gestione indicati nel piano faunistico venatorio provinciale.

3. Ogni distretto, tenuto conto delle peculiarità territoriali e di presenza della specie, è suddiviso in sottozone di caccia. Il numero delle sottozone viene stabilito in funzione dell'estensione del distretto, delle sue caratteri­stiche ambientali e delle necessità gestionali.

4. La caccia di selezione può essere svolta solo da cacciatori abilitati a se­guito di superamento di apposito esame, in possesso dei requisiti di cui al successivo art. 4, comma 1.

5. Il Comitato di Gestione dell'A.T.C. distribuisce i cacciatori richiedenti nei distretti di gestione. 11 numero dei cacciatori iscrivibili a ciascun distretto viene stabilito tenuto conto del numero delle sottozone e delle necessità gestionali (organizzazione dei censimenti annuali).

6. L'ATC ripartisce i cacciatori sulla base di quanto disposto dal preceden­te comma 4l, fino a saturazione del 90% circa delle sottozone. In caso di im­possibilità di gestire un distretto per insufficienza di cacciatori, potranno essere presentate e accolte dall'A.TC. le richieste di iscrizione e di tra­sferimento riferite a quel distretto.

7. Nell'assegnazione ad un distretto, qualora le richieste superino i posti disponibili, costituiscono criterio di precedenza, in ordine di priorità, i se­guenti requisiti:

  1. numero di anni di partecipazione attiva alla gestione del capriolo nel distretto:

  2. residenza in Comune ricadente in tutto o in parte dentro il perimetro del distretto;

  3. proprietà di fondi non inferiore a 3 ha acquisita da almeno cinque anni all'interno del distretto;

  4. residenza venatoria nell' A.T.C.;

  5. residenza anagrafica nella Provincia;

  6. numero di anni di partecipazione attiva alla gestione del capriolo. A parità di condizioni l'A.T.C. procede al sorteggio.

ART. 4 - ISCRIZIONE Al DISTRETTI DI GESTIONE

1. I cacciatori di selezione abilitati (di seguito definiti "cacciatori") per e­sercitare il prelievo devono essere iscritti:

  • al Registro Provinciale di cui al successivo art. 6;

  • ad uno dei distretti di gestione del territorio provinciale;

  • all' A.T.C.

2. I cacciatori che intendano cambiare il distretto di appartenenza presen­tano entro il 31 gennaio di ciascun anno, al Comitato di Gestione dell'A.T.C., domanda di trasferimento al distretto di gestione nel quale desiderano e­sercitare questo tipo di caccia con indicazione di un secondo distretto di riserva. Le richieste di trasferimento sono accolte dall' A.T.C. a condizione che: il cacciatore abbia partecipato per tre stagioni venatorie alla gestione del distretto in cui è iscritto ed il suo trasferimento sia compatibile con le necessità gestionali del distretto di provenienza e di nuova destinazione. In mancanza di domanda di trasfe­rimento, viene riconfermata l'iscrizione al distretto di appartenenza. Per coloro che conseguono l'abilitazione dopo il 31 gennaio dell'anno in corso il termine per l'iscrizione al distretto è posticipato al quindicesimo giorno dopo il conseguimento dell'abilitazione.

3. I cacciatori iscritti ad un distretto che non partecipano per Z anni con­secutivi ai censimenti sono automaticamente cancellati dal distretto. Qua­lora intendano nuovamente partecipare alla gestione venatoria del caprio­lo devono, entro il 31 gennaio, inoltrare all’ATC. domanda di iscrizione ad un distretto di gestione.

4. Il Comitato di Gestione dell'A.T.C. trasmette, annualmente, entro il mese di Aprile alla provincia l'elenco completo ed aggiornato dei cacciatori di selezione assegnati ai singoli distretti di gestione.

5. Ogni cacciatore può essere iscritto ad un solo distretto della provincia di Massa-Carrara. L'iscrizione al registro provinciale per la caccia di sele­zione del capriolo di altra provincia non comporta la cancellazione dal re­gistro provinciale della Provincia di Massa-Carrara solo se l'altra Provin­cia adotta la medesima condizione.

ART. 5 - CORSI DI ABILITAZIONE

1. La provincia organizza i corsi di abilitazione alla caccia di selezione dei capriolo di cui all'art. 88, comma 1, lett. a) T.U.R.R. n°34-R/2002. Il programma del corso è stabilito dalla provincia, sentito l'I.N.F.S.

2. Al termine del corso si tengono gli esami per il conseguimento dell'abilitazione alla caccia di selezione del capriolo.

ART. 6 - REGISTRO PROVINCIALE DEI CACCIATORI DI SELEZIONE

1. Presso la provincia è istituito il registro provinciale dei cacciatori di selezione di cui all'art 91 T.U.R.R. n° 34/2002. L'iscrizione al registro provinciale avviene su richiesta, in carta semplice, del cacciatore che ha conseguito l'abilitazione presso la provincia.

2. L'iscrizione è consentita anche al cacciatore che abbia conseguito l'abilitazione alla caccia al capriolo in altra provincia della Toscana , pur­ché iscritto all' A.T.C. della provincia di Massa-Carrara.

3. L'iscrizione al registro provinciale dei cacciatori che abbiano conseguito l'abilitazione in province extraregionali è subordinata alla valutazione da parte della Provincia della conformità del programma del corso di abilita­zione seguito con quello adottato dalla medesima.

4. La Provincia invio annualmente, entro il mese di Marzo, all' A.T.C. l'elenco aggiornato dei cacciatori iscritti al registro provinciale.

ART. 7 - BANCA DATI E MODULISTICA

1. Presso l'ufficio caccia della Provincia è costituita la Banca Dati relati­va alla caccia del capriolo.

2. L'A.T.C. predispone tutta la modulistica da utilizzare per le diverse fasi gestionali ( schede di censimenti, schede di controllo capi, raccolta di misu­re biometriche, libretto di caccia, buste di catalogazione dati venatori ecc).

TITOLO II
CENSIMENTI. PIANO DI PRELIEVO. ASSEGNAZIONE CAPI. SOTTOZONE E PUNTI DI APPOSTAMENTO

ART. 8 - CENSIMENTI

1. Nei distretti lo gestione venatoria del capriolo è subordinata all'esecuzione annuale di censimenti ed all'accertamento dell'esistenza di una densità minima compatibile con il prelievo. nel rispetto delle finalità di cui all'art 1 del presente regolamento.

2. Di norma i censimenti sono condotti con il metodo della battuta su aree campione e del censimento a vista.

3. I censimenti e le operazioni di monitoraggio sono organizzati annualmen­te dall' A.T.C. tramite i responsabili dei distretti. l'A.T.C. può avvalersi del­la collaborazione di tecnici faunistici qualificati per l'organizzazione dei censimenti.

4. I censimenti sono obbligatori per accedere alla fase operativa del piano di abbattimento. Per partecipare agli abbattimenti ciascun cacciatore de­ve effettuare ogni anno nel proprio distretto di iscrizione le giornate di censimento obbligatorie previste.

5. La Provincia si riserva la possibilità di controllare, ogni qualvolta lo ri­tenga necessario la consistenza della specie capriolo nei vari distretti di gestione.

ART. 9 - DISCIPLINA DEI CENSIMENTI

1. L’A.T.C., sentiti i rappresentanti di distretto, predispone, entro il mese di Gennaio, il calendario operativo contenente: le date delle assemblee per l'organizzazione dei censimenti, le date di svolgimento degli stessi (comprese le giornate di recupero) e le date delle assemblee di assegna­zione dei capi. Di tale calendario viene data comunicazione all'ufficio cac­cia della *Provincia e copia dello stesso viene affissa presso le sedi dell' A.T. C., della Provincia e di ogni Comune interessato. 1 responsabili di distretto, in accordo con l'ATC., in occasione delle assemblee di organizzazione dei censimenti, comunicano i luoghi, l'orario e i punti di ritrovo.

2. La giornata di censimento ha inizio nel luogo e nell'ora fissati e termina dopo l'esecuzione di tutte le operazioni previste. All'accertamento della presenza alle operazioni di censimento provvedono i responsabili di distret­to mediante appello e contrappello in ogni giornata di censimento. La pre­senza, comunque, può essere verificata in ogni momento. In caso di condizio­ni meteorologiche avverse i responsabili possono decidere il rinvio della giornata di censimento alla data di recupero in precedenza fissata. 1 cac­ciatori che risultino assenti ad uno o più giornate di censimento del pro­prio distretto, possono recuperare la/le giornata/e di censimento in altro distretto compreso nell' A.T.C. In tal caso il cacciatore è tenuto ad infor­mare preventivamente il responsabile del proprio distretto di appartenen­za e quello del distretto nel quale intende ottemperare all'obbligo del cen­simento. Quest'ultimo provvede a rilasciare al cacciatore una dichiarazione che ne attesti l'effettiva partecipazione. II cacciatore che non effettua il numero di giornate di censimento obbligatorie è escluso dagli abbattimenti per l'annata venatoria in corso.

3. I cacciatori che non hanno, per qualsiasi motivo, aderito all'elenco dei partecipanti ai censimenti fissato durante le assemblee di organizzazione e che si presentino ad una delle giornate di censimento senza aver preav­vertito uno dei responsabili possono partecipare al censimento ma non ma­turano il punteggio relativo alla giornata di censimento nel distretto.

4. E' consentito al cacciatore svolgere volontariamente una giornata in più di censimento in battuta in altri distretti, rispetto a quelle obbligatorie, da comunicare in occasione delle assemblee di organizzazione dei censimenti. La suddetta giornata dà diritto al punteggio di cui al successivo art. 11, comma 3, lett. a).

5. L'arrivo in ritardo ai censimenti o l'abbandono anticipato devono essere comunicati ai responsabili di distretto. In mancanza di comunicazione essi comportano l'applicazione della sanzione prevista ex art. 11. comma 3, lett. k).

6. L'assenza ad una sola delle battute previste nelle giornate complessive obbligatorie di censimento in battuta comporta la sanzione di cui al suc­cessivo art. 11. comma 3, lett. 1).

7. Ulteriori assenze alle battute previste nelle giornate di cui sopra invali­dano la giornata di censimento nella quale si sono verificate.

8.1 responsabili di distretto inviano all'A.T.C. le schede compilate dei censi­menti entro e non oltre 10 giorni dal termine degli stessi.

ART. 10 -PIANO Dl PRELIEVO

1. Sulla base dei dati risultanti dai censimenti, il Comitato di C-estione dell'ATC., sentiti i rappresentanti di ciascun distretto, redige, conforme­mente alle indicazioni fornite dall'INFS e dalla Provincia, il piano di pre­lievo annuale per ogni distretto di gestione. Copia del piano deve essere trasmessa, entro il 15 Maggio di ogni anno, alla sentito l'I.N.F.S., provvede alla relativa approvazione.

2. Il piano contiene:

  1. il piano di assestamento e prelievo con l'indicazione del pi da abbattere e la loro ripartizione in classi di sesso e età;

  2. gli interventi per la prevenzione dei danni;

  3. tutte le azioni utili al controllo della presenza della specie capriolo;

  4. gli oneri, per ogni distretto, a carico dei cacciatori, per il risarcimento di eventuali danni causati dalla mancata realizzazione del piano stesso.

Il piano può prevedere un contributo a carico dei cacciatori iscritti alla caccia di selezione del capriolo per la realizzazione del piano di gestione.

3. Le classi riferite al sesso e all'età sono le seguenti:

MASCHIO ADULTO -MA-:maschio risultante dalla dentatura di età superiore a 24 mesi o qualunque maschio con trofeo di altezza uguale o superiore a 18 cm su almeno una stanga;

MASCHIO GIOVANE -MG-:maschio forcuto o puntuto con altezza del trofeo inferiore a 18 cm su entrambe le stanghe;

FEMMINA ADULTA -FA-: femmina risultante di età superiore a 24 me­si dalla dentatura;

FEMMINA SOTTILE -FS-: femmina risultante di età compresa tra i 12 ed i 24 mesi dalla dentatura;

PICCOLO -P-: capi (maschi e femmine ) risultanti di età inferiore ad 1 anno dalla dentatura.

4. I capi abbattibili dal cacciatore per motivi sanitari, indipendentemente dal capo che gli è stato assegnato, sono:

  1. i maschi parruccati (lesioni permanenti ai testicoli e quindi non ripro­duttivi);

  2. i soggetti che presentino evidenti malattie, ferite o fratture antece­denti alla data di abbattimento che creino menomazioni evidenti e limitati­ve delle normali attività dell'animale.

5. Il capo abbattuto per motivi sanitari sostituisce uno dei capi assegnati al cacciatore. Quest'ultimo ha facoltà di scegliere se rinunciare al punteg­gio previsto (+ 5p.) in favore di un1assegnazione sostitutiva.

L'abbattimento sanitario deve essere certificato da un veterinario dell'Azienda Sanitaria Locale che deve visionare il capo prima che questo venga spellato.

ART. 11 -GRADUATORIA

1. Il Comitato di Gestione dell'A.T.C. provvede alla formulazione della gra­duatoria dei cacciatori iscritti ai distretti di gestione. La graduatoria ha durata triennale e viene azzerata alla suo scadenza periodica. Ciascun i­scritto, ai fini della scelta della sottozona di caccia, mantiene la posizione ottenuta alla scadenza della stagione venatoria precedente.

2. Nel caso in cui al cacciatore venga concesso il cambio di distretto egli mantiene il punteggio maturato nel distretto di provenienza sulla base del quale viene inserito nella graduatoria del nuovo distretto.

3. Per ciascun distretto di gestione l’A.T.C. redige la graduatoria dei cacciatori iscritti, aggiornata annualmente, in base ai dati di propria cono­scenza ed ai dati comunicati dai responsabili di distretto ai sensi del suc­cessivo art. Z6, secondo i sotto elencati elementi.,

  1. Numero di giornate di censimento effettuate nell'anno in corso nel pro­prio distretto: +10 punti e giornata (uscita) per le giornate obbligato­rie dei censimenti a vista; + 10 punti a giornata per i censimenti in bat­tuta. Le giornate di censimento a vista fatte in più nel proprio distret­to. danno diritto a + 2 punti a giornata (uscita);

  2. Rinuncia all'abbattimento comunicata successivamente all'assemblea di assegnazione dei capi o mancato ritiro della documentazione di cui all'art. 16 (rinuncia di fatto): - 10 punti;

  3. Corretta esecuzione dell'abbattimento (capo assegnato): +3 punti:

  4. Abbattimento sanitario: +5 punti:

  5. Non esecuzione dell'abbattimento (fino a 5 uscite) : - 10 punti:

  6. Per il personale di cui al 1 ° comma, punto c) dell'art 88 T.U.R.R.n°34-­R/2002 (conduttore cani da traccio- recuperatore- che eserciti anche la caccia del capriolo) le uscite di recupero danno diritto a + 1 p. a usci­te;

  7.  Abbattimento di maschio adulto non assegnato. - 15 punti:

  8. Abbattimento di maschio giovane palcuto: - 10 punti:

  9. Altri errori di abbattimento (fatta eccezione per l'abbattimento di FA al posto di FS e viceversa): - 5 punti:

  10. Mancata riconsegna del libretto di caccia e/o delle fascette auricolari:­5 punti;

  11. Ritardo o abbandono anticipato non comunicato delle operazioni di cen­simento: -3 punti per ogni giornata di ritardo;

  12. Assenza ad una delle battute previste nelle giornate complessive obbli­gatorie di censimento in battuta: - 3 punti.

4.      A parità di punteggio ha diritto alla precedenza il cacciatore in possesso dei seguenti requisiti:

  1. Residenza o possesso di fondi in tutto o in parte all'interno del perime­tro della sottozona di caccia.

  2. Residenza o possesso di fondi in tutto o in parte all'interno del perime­tro del distretto.

  3. Conseguimento della abilitazione nella 'Provincia di Massa-Carrara:

A parità di punteggio, il Comitato di Gestione dell'A.T.C. procede al sor­teggio.

5. Per i neoabilitati l'iscrizione avviene in coda alla graduatoria di cui ai precedenti commi ed è ordinata in base al punteggio d'esame. A rarità di condizioni valgono i criteri di cui al precedente comma 'I.

6. Il Comitato di Gestione dell'ATC. stabilisce tempi e modalità di pubbli­cazione della graduatoria e di presentazione di eventuali contestazioni av­verso i punteggi con la stessa assegnati.

7. La graduatoria definitiva deve essere comunicata dall'ATC. alla Pro­vincia entro e non oltre il 31 Maggio di ogni anno.

ART. 12 - SCELTA DELLE SOTTOZONE E PUNTI DI APPOSTAMENTO

1. Ogni cacciatore iscritto al distretto ed avente diritto all'abbattimento sceglie la sottozona in cui effettuare la caccia di selezione secondo la propria posizione in graduatoria durante lo svolgimento dell'assemblea di assegnazione delle sottozone. La scelta può essere fatta personalmente o, in caso di impossibilità a partecipare all'assemblea, mediante apposita delega scritta ad altro cacciatore avente diritto all'abbattimento. II cacciatore assente all'assemblea che non abbia provveduto a delegare un altro partecipante perde il diritto di scegliere la sottozona in base alla propria posizione in graduatoria. . La scelta della sottozona ha validità triennale analogamente alla durata della graduatoria di cui al precedente art. 11. Alla scadenza del triennio, il cacciatore ha la possibilità di confermare la sottozona di caccia o sceglierne una nuova in base alla propria posizione nell'ultima graduatoria.

2. All'interno di ciascuna sottozona i cacciatori individuano fino ad un mas­simo di 5 (cinque) punti di appostamento. Tutti i punti di appostamento e gli eventuali percorsi predeterminati di cui al successivo art. 17. comma 2, devono essere riportati dal cacciatore sulla cartografia in scala 1:5000 o 1:10.000 consegnata dai responsabili di distretto ai singoli cacciatori du­rante l'assemblea per l'assegnazione dei capi. Su tale cartografia devono essere riportati anche i punti di sosta del mezzo di locomozione utilizzato (punti auto) nonché, in stampatello leggibile: il nome, il cognome, il distretto ed il numero di sottozona.

3. Le carte devono essere firmate dai cacciatori. I responsabili verificano la cartografia sopra menzionato che deve essere consegnata in originale all'A.T.C. che, a suo volta, provvede a trasmetterla, in copia, al Corpo di Po­lizia Provinciale ed all'Ufficio Caccia della Provincia entro i 7 giorni ante­cedenti l'inizio della caccia, unitamente all'elenco riepilogativo dei caccia­tori partecipanti al prelievo con l'indicazione delle sottozone e dei capi loro assegnati.

ART. 13 – DISCIPLINA DELL’APPOSTAMENTO E CAMBIO DI SOTTOZONA

1. I cacciatori possono utilizzare soltanto i punti di appostamento e gli e­ventuali percorsi predeterminati della "cerca" concordati e registrati sul­la cartografia di cui è detto sopra. Ogni utilizzo dell'appostamento e dell'eventuale percorso predeterminato della "cerca" non segnalato, viene penalizzato secondo quanto stabilito dall’art. 25, comma 3, lett. e), del pre­sente regolamento. In caso di eventi particolari (ad esempio smacchio di legna, bestiame al pascolo) il cacciatore può sostituire uno o più dei cinque punti precedentemente indicati (con conseguente variazione degli even­tuali percorsi predeterminati della "cerca"), previo accordo con i responsabili di distretto, i quali provvedono a comunicare al Corpo di Polizia Pro­vinciale. all'ufficio caccia della Provincia e all'A.T.C. la variazione correlata di esatta indicazione cartografica prima dell'inizio dell'utilizzo del nuovo punto di appostamento prescelto.

2. Il cambio di sottozona è consentito al cacciatore, previo sopralluogo e accordo con i responsabili di distretto, nel caso in cui vi siano condizioni di effettivo impedimento dell'esercizio venatorio. L'avvenuto cambio di sotto­zona deve essere comunicato alla Polizia Provinciale. all'ufficio caccia del­la Provincia ed all'A.T.C. almeno un giorno prima dell'inizio dell'utilizzo. 11 cambio non concordato di una sottozona è sanzionato dall'art. Z5, comma 3, lett. d).

3. Il cacciatore che intenda effettuare un cambio di sottozona, può richie­dere: a) una sottozona non assegnata; b) una sottozona lasciata libera da un altro cacciatore che abbia completato il piano assegnato; c) una sotto­zona ancora in fase di utilizzazione da parte di un altro cacciatore. In quest'ultimo caso l'utilizzo della stessa sottozona potrà avvenire soltanto previo consenso ed accordo nei tempi con il titolare della sottozona. Nel caso sub a) il cacciatore deve consegnare la nuova cartografia, con i punti di appostamento, prima dell'inizio dell'utilizzo della sottozona. Nei casi sub b) e c) il cacciatore può utilizzare soltanto i punti di appostamento ed i punti auto già cartografati. Nel caso sub c) i punti di appostamento non possono essere utilizzati contemporaneamente da due cacciatori ed inol­tre non è consentita la forma di caccia alla _cerca" negli stessi giorni in cui tale modalità viene utilizzata dal titolare della sottozona.

4. In ogni caso nella stessa sottozona non possono essere abbattuti più di 4 capi di cui MA = max 1; F = max 2; MG e P = da 1 a 4.

ART. 14 - ASSEGNAZIONE DEL CAPO

1. Entro il 15 Luglio l'A.T.C., sentiti i rappresentanti di distretto, comunica in apposite assemblee organizzate per ciascun distretto la graduatoria e l'elenco dei cacciatori aventi diritto all'abbattimento con il relativo capo/i (classe di sesso e di età).

2. L'assegnazione del capo impegna i cacciatori al rispetto del piano di prelievo. Nessun cacciatore può effettuare abbattimenti prima dell' asse­gnazione dei capi.

3. 1 capi previsti nel piano di prelievo sono assegnati ai cacciatori aventi diritto all'abbattimento secondo la posizione in graduatoria ed il criterio di rotazione delle classi. 1 capi in esubero vengono assegnati, fino ad esauri­mento degli stessi, seguendo l'ordine della graduatoria. Al singolo cacciato­re viene assegnato, complessivamente, un numero di capi tale da consentire la completa realizzazione del piano. La rinuncia alla partecipazione agli abbattimenti è consentita, senza incorrere in penalità, durante l'assemblea di assegnazione dei capi. Rinunce successive sono sanzionate ai sensi dell'art. 11, comma 3, lett. b).

4. L'elenco completo e definitivo dei capi assegnati (compresi incentivi ed esuberi) e delle sottozone di caccia deve essere trasmesso entro il 31 Lu­glio di ogni anno all'ufficio caccia della Provincia per l'inserimento nella banca dati.

5. Il Comitato di Gestione dell'A.T.C. può riservare uno quota, non superiore al 10% dei capi assegnabili. a cacciatori iscritti o meno all’A.T.C., anche non abilitati, che potranno esercitare la caccia esclusivamente accompagnati da personale abilitato iscritto al Registro Provinciale della Provincia di Massa-Carrara.

TITOLO III
AUTORIZZAZIONE AL PRELIEVO, PERIODI E TECNICHE DI CACCIA. ARMI CONSENTITE, USCITE, A1313ATTIMENTO ED OPERAZIONI CONNESSE

ART. 15 - PERIODI ED ORARI DI CACCIA

1. Il Comitato di Gestione dell'A.T.C. individua modalità, localizzazione e tempi dei prelievi nel rispetto del calendario venatorio regionale e della regolamentazione provinciale.

2. Eventuali periodi di prelievo diversi possono essere decisi, per esigenze tecniche, d'intesa con la Provincia, con il parere favorevole dell'I.N.F.S., nel rispetto delle normative vigenti.

3. Durante le uscite di caccia di selezione del capriolo, nei periodi consen­titi, al cacciatore è vietato esercitare la caccia su altre specie, fatta ec­cezione per la volpe secondo il periodo consentito dal calendario venatorio.

ART. 16 - DOCUMENTAZIONE NECESSARIA ALL'ESERCIZIO DEL PRELIEVO

1. Ciascun cacciatore che abbia ottenuto l'assegnazione di uno o più capi deve ritirare presso l'A.T.C. il libretto di caccia correlato del/i relativo/i bollino/i inamovibile/i compilato a cura dell' ATC. contenente i seguenti da­ti:

  • le generalità complete del cacciatore: periodo di caccia;

  • il distretto di appartenenza:

  • il numero di capi assegnati con specificazione di sesso e di classe di e­tà:

  • il numero di sottozona utilizzata; il numero di bollino/i inamovibile/i.

ART. 17 -TECNICHE DI CACCIA

1. L'abbattimento viene eseguito all'aspetto, da appostamento sopraeleva­to (altana) o a terra. il cacciatore nella predisposizione dell'appostamento è tenuto a non danneggiare le colture arboree e le colture in generale. Gli appostamenti possono essere lasciati in essere, previo consenso del pro­prietario e del conduttore del fondo.

2. I cacciatori che hanno effettivamente esercitato la caccia al capriolo per almeno tre stagioni venatorie nello stesso distretto possono eseguire l'abbattimento alla "cerca" secondo percorsi predeterminati e cartografa­ti che colleghino i punti di appostamento, così come individuati ai sensi del precedente art. 13, comma 2, secondo una linea che colleghi, in ordine di nu­merazione successiva, i suddetti punti di appostamento.

3. E' consentito per ogni singola giornata di caccia l'effettuazione, al massimo, di due percorsi predeterminati e definiti e partire dal punto di appo­stamento prescelto fino a! punto di appostamento con numerazione imme­diatamente successiva o immediatamente precedente.

ART. 18 - MEZZI DI CACCIA

1. Il cacciatore, durante l'esercizio venatorio, deve essere munito di binoco­lo o altra ottica portatile al fine di agevolare il corretto riconoscimento del capo assegnato.

Z. La caccia al capriolo è consentita esclusivamente con armi e canna ri­gata a caricamento singolo manuale o a ripetizione semiautomatica di cali­bro non inferiore a 5,6 millimetri con bossolo a vuoto di altezza non inferio­re a 40 millimetri. E' altresì ammesso l'uso di fucili a due o tre canne con obbligo dell'uso esclusivo della canna rigata.

3. Le armi menzionate al precedente comma devono obbligatoriamente es­sere munite di ottica o di sistemi di puntamento elettronico.

4. A partire dalla stagione venatoria 2004/2005 l'utilizzo delle carabine se­miautomatiche non sarà piu' consentito. E' comunque vietato l'uso di cara­bine semiautomatiche per la tecnica della caccia alla "cerca".

ART. 19 - USCITE DI CACCIA

1. Il cacciatore comunica la data di ogni uscita di caccia (max due uscite giornaliere), l'ora di inizio e di fine della giornata di caccia, la targa del veicolo con cui si reca nell'area di caccia e la tipologia di caccia prescelta (appostamento o "cerca" su percorso predeterminato), specificando il nu­mero di appostamento (dove sostare o da dove partire), nei modi regola­mentari (mediante l'inserimento dell'apposita scheda di uscita e rientro in cassetta o mediante il sistema di teleprenotazione).

2. Entro 15 giorni dal termine de! periodo di caccia, il cacciatore deve ri­consegnare anche a mezzo postale, il libretto di caccia e le fa­scette auricolari numerate non utilizzate, pena 1"applicazione della sanzio­ne di cui all'art. 11, comma 3, letta), del presente regolamento.

ART. 2O -ABBATTIMENTO E FERIMENTO.

1. In caso di abbattimento il cacciatore, prima di rimuovere il capo dal luo­go di abbattimento, deve praticare un foro nell'orecchio dell'animale, in­trodurvi la fascetta numerata e chiuderla. Successivamente il cacciatore provvede alla comunicazione dell'avvenuto abbattimento e della classe ab­battuta attraverso la compilazione della scheda di abbattimento ed il suo inserimento nell'apposita cassetta o attivando il sistema di teleprenotazione.

2. In caso di ferimento il cacciatore deve recarsi nel punto di ferimento (impatto) facendo meno rumore possibile per rilevare eventuali residui or­ganici, contrassegnare il punto esatto dove è avvenuto l'impatto e aste­nersi dalle ricerche per ottimizzare le operazioni di recupero. Immediata­mente e, comunque, entro e non oltre le 12 ore successive deve avvertire il personale addetto al recupero di cui all'art. 88, comma 1, lett. c) T.U.R.R. n° 34/2002.

3. L'A.T.C. istituisce forme di recupero dei capi feriti avvalendosi dei sog­getti di cui all'art. 88, comma 1, lett. c) T.U.R.R. n°34-R/2002.

4. Il conduttore del cane da traccia può, durante l'effettuazione delle ope­razioni di recupero, utilizzare armi con o senza ottica di puntamento.

5. Il cane utilizzato deve essersi qualificato in prove di lavoro riconosciute dall'Associazione Nazionale Cani da Traccia, dalle Associazioni Venatorie o dall'E.N.C.I.

6. Il conduttore può effettuare il recupero anche all'interno di aree a ge­stione privata o poste in divieto di caccia in presenza di personale di vigi­lanza dell'istituto.

7. Ai suddetti conduttori, nel caso di cacciatori abilitati alla caccia di sele­zione, è assegnato il punteggio di cui all'art. 11, comma 3, lett. f), del pre­sente regolamento.

ART. 21 - DISCIPLINA DELLA FASCETTA AURICOLARE NUMERATA E DEL LIBRETTO DI CACCIA

1. Qualora la fascetta numerata sia accidentalmente danneggiata durante le operazioni di rimozione e trasporto del capo abbattuto o venga smarrita il cacciatore è tenuto a darne immediata comunicazione alla Polizia Pro­vinciale ed all'A.T.C. entro le successive W ore.

2. In caso di smarrimento del libretto di caccia, il cacciatore deve darne comunicazione scritta, anche via fax, all'A.T.C. ed alla Polizia Provinciale entro le successive 48 ore.

3. Il cacciatore non può effettuare uscite di caccia prima di aver ottenuto nuovamente dall'A.T.C. quanto smarrito.

4. In caso di ripetuto smarrimento della fascetta numerata. l'A.T.C. non effettua la sostituzione della stessa il cacciatore è penalizzato con la sanzione di cui all'art. 11, comma 3, lett. j).

ART. 22 - CONTROLLO DEI CAPI ABBATTUTI E RACCOLTA DATI BIOMETRICI

1. Il cacciatore deve provvedere a sottoporre il capo abbattuto a controllo secondo le forme, i tempi e le modalità stabilite dalla Provincia prima dell'inizio della stagione di caccia al capriolo, per la verifica della regolarità dell'abbattimento e per la raccolta dei dati biometrici. 11 Comitato di Gestione dell'A.T.C. cura l'allestimento e la gestione dei punti di raccolta. Una volta effettuato il controllo, la testa dell'animale è restituita al cac­ciatore che deve provvedere alla sua preparazione e conservazione con particolare attenzione per l'emimandibola dx.

2. Il trofeo del maschio, preparato secondo le modalità CIC, viene messo a disposizione della Provincia per eventuali manifestazioni e altri rilevamen­ti.

3. Il cacciatore è tenuto, altresì, alla raccolta dei reperti biologici even­tualmente stabiliti dalla Provincia.

ART. 23 - CONSUNTIVO DELL'ATTIVITA' DI GESTIONE

1. L'A.T.C. redige una dettagliata relazione annuale consuntiva (comprensiva di tutti i dati) sulle attività di gestione svolte relativamente alla caccia di selezione del capriolo. Tale relazione è inviata alla Provincia entro e non oltre un mese dalla chiusura della stagione di caccia al capriolo.

TITOLO IV
APPLICAZIONE DEI PROVVEDIMENTI DI ESCLUSIONE DALLA CACCIA.

ART. 24 - COMMISSIONE PER L'APPLICAZIONE DEI PROVVEDIMENTI DI ESCLUSIONE DALLA CACCIA.

1. E' istituita dalla Provincia un'apposita Commissione composta dal Diri­gente con funzioni di Presidente e dal funzionario responsabili del Servizio Caccia e Pesca, dal Presidente del Comitato di Gestione dell'ATC MS 13. dal Comandante del Corpo di Polizia Provinciale e da un rappresentante per ciascun distretto. Con l'atto di istituzione della Commissione è appro­vato anche il relativo regolamento di funzionamento.

2. Tale Commissione ha il compito di:

  • applicare i provvedimenti di cui al successivo art 25;

3. Contro i provvedimenti definitivi della Commissione è ammesso ricorso giurisdizionale nei modi di legge.

TITOLO V
PROVVEDIMENTI

ART. 25 - ESCLUSIONE DALLA CACCIA DI SELEZIONE

1. Comportano (esclusione dagli abbattimenti per 3 stagioni venatorie le seguenti infrazioni:

  1. abbattimento di capi da parte di cacciatori abilitati non ammessi agli abbattimenti:

  2. abbattimento di capi da parte di cacciatori abilitati e ammessi agli ab­battimenti ma che non abbiano ritirato la documentazione di cui all'art. 16 del presente regolamento;

  3. abbattimento di capi fuori dal periodo consentito dalle leggi nazionali e regionali per l'esercizio della caccia di selezione:

  4. omessa applicazione, accertata dagli operatori della vigilanza, della fa­scetta auricolare numerata al capo abbattuto:

  5. abbattimento di specie di selvaggina non appartenente alla specie ca­priolo durante l'esercizio della caccia di selezione ad eccezione della volpe;

  6. non sottoposizione al controllo del/i capo/i abbattuti.

2. Le infrazioni di cui al precedente comma comportano altresì, in caso di recidiva, l'esclusione definitiva dalla caccia di selezione.

3. Comportano l'esclusione dagli abbattimenti per una stagione venatoria le seguenti infrazioni:

  1. abbattimento di capi fuori dal periodo consentito dalla regolamenta­zione provinciale:

  2. mancata dichiarazione d'abbattimento: scambio dei cari abbattuti;

  3. utilizzo di un appostamento non segnalato e/o di una sottozona non re­golarmente concordata:

  4. esercizio della caccia fuori dai percorsi predeterminati e cartografati della "cerca"

  5. mancata comunicazione dell'uscita di caccia;

  6. danneggiamento occidentale o smarrimento della fascetta auricolare numerata non segnalato secondo le modalità di cui all'art20, comma 1, del presente regolamento;

  7. assenza ingiustificata ai censimenti di cui all'art. 9 secondo comma, del presente regolamento;

  8. abbandono della posta prima del passaggio del fronte dei battitori; manomissione della fascetta auricolare numerata riscontrata a segui­to dei controlli di cui all'art. 21.

TITOLO VI
RESPONSABILI DEI DISTRETTI

ART. 26 - RESPONSABILI DI DISTRETTO

1. I cacciatori iscritti in ogni distretto di gestione provvedono ad eleggere, ogni tre anni, i "responsabili di distretto". L'elezione dei responsabili avvie­ne in apposita assemblea, previa comunicazione scritta da parte dell'A.T.C. a tutti gli aventi diritto.

2. Il numero dei responsabili è proporzionato al numero degli iscritti al di­stretto, tenuto conto che il rapporto tra il numero dei responsabili con quello degli iscritti al distretto non può essere inferiore ad 1 ogni 8 iscrit­ti.

3. l responsabili” svolgono le seguenti mansioni:

  • preparazione ed organizzazione dei censimenti di concerto con i tecnici eventualmente incaricati dall'A.T.C. (delimitazione delle aree di battu­to, individuazione di nuove aree, coordinamento dei censimenti in bat­tuta e a vista);

  • raccolta e catalogazione (per nominativo e distretto) dei dati riepilo­gativi della stagione venatoria per ogni singolo cacciatore:

  • controllo della corretta compilazione dei punti cartografati di appostamento, degli eventuali percorsi predeterminati della "cerca" e di so­sta auto:

  • raccolta delle cartogrofie, stesura del relativo elenco ed inoltro all'A.T.C. ed alla Polizia (Provinciale:

  • collaborazione con i tecnici eventualmente incaricati dell'A.T.C. e con i responsabili di altri distretti:

  • collaborazione alla raccolta di reperti biologici eventualmente richiesti dalla Provincia:

  • comunicazione all'A.T.C. dei dati necessari all'aggiornamento della gra­duatoria di cui all'art. 11 del presente regolamento.

4. In ogni distretto i responsabili eletti propongono all'A.T.C. un proprio “rappresentante” che ha il compito di coordinare le attività dei singoli re­sponsabili, curare i rapporti con l’A.T.C., l'Ufficio Caccia ed il Corpo di Poli­zia Provinciale ed è membro della Commissione di cui al precedente art. 24

5. I responsabili durano in carica tre anni e sono rieleggibili. In caso di di­missioni di uno dei responsabili si procede alla sostituzione mediante il pri­mo dei candidati non eletti o, se non disponibili, mediante nuove elezioni.

ART 27 - INCENTIVI

1. Come corrispettivo per lo svolgimento delle mansioni effettuate, i re­sponsabili dei distretti ricevono maggiori opportunità di abbattimento, de­nominate incentivi, in numero non superiore ad un capo a testa. I capi in­centivo vengono accantonati dal piano di prelievo (prima dell'assegnazione capi), in numero eguale e quello dei responsabili di distretto aventi diritto, nel rispetto delle proporzioni in classi di sesso e di età del piano di prelievo.

TITOLO VII
DISCIPLINA DELLA CACCIA DI SELEZIONE NELLE AZIENDE FAUNISTICO VENATORIE - AFV.

ART. 28 - DISCIPLINA DEL PRELIEVO NELLE A.F.V.

1. Nelle A.F.V. l'attività di gestione della caccia di selezione del capriolo è attuata dal titolare dell'autorizzazione sulla base del piano di prelievo che deve pervenire alla Provincia entro e non oltre il 20 Giugno la quale prov­vede alla sua approvazione entro il 15 Luglio di ogni anno. L'attuazione del piano di prelievo avviene. nel rispetto del presente regolamento, ad opera di cacciatori in possesso di abilitazione alla caccia di selezione.

2. I censimenti della popolazione di capriolo all'interno delle A.F.V. sono svolti con il controllo della Provincia che indica tempi e metodi per il co­ordinamento delle relative operazioni con analoghe iniziative attuate dal Comitato di Gestione dell'A.T.C. contiguo all'Azienda.

3. Nelle A.F.V. il prelievo selettivo del capriolo può essere eseguito anche da:

  1. cacciatori non iscritti ai registri provinciali per la caccia di selezione purché accompagnati da persona in possesso dei requisiti di cui all'art. 88, comma 1, lett. a) T.U.R.R..n°34-R/2002:

  2. cacciatori muniti di abilitazione conseguita in altre regioni d'Italia.

TITOLO VIII
NORME TRANSITORIE

ART. 29 - ELEZIONE DEI RESPONSABILI DI DISTRETTO

1. Il mandato dei responsabili dei tre distretti, in carica al momento dell'entrata in vigore del presente regolamento, sarà rinnovato entro la fine dell'anno 2003.

A.R.T. 30 – PASSAGGI DI DISTRETTO

(Articolo abrogato con Del. del C.P. n. 30/1 del 30/07/03)